Saturday, August 02, 2008

qualcosa non và?

Il mio orologio a pendolo sta battendo le sei del mattino proprio in questi istanti a ritmo scandito. Mio padre si è svegliato da poco, è seduto sulla tazza dal water leggendo un settimanale, un bel modo per iniziare la giornata, la seduta ispira la lettura e la lettura ne consente il prolungamento, nella tranquillità di questi minuti vicini all'alba. Sono disteso a letto da qualche minuto e vorrei comunicare in qualche modo, ma le parole hanno smesso di uscire dalla mia bocca da un'oretta a questa parte. Sono appena tornato da una serata che sicuramente non ricorderò se non per certi accadimenti evitabili e meritevoli di indegna memoria. Nel frattempo invece mio padre è vestito e si appresta ad iniziare la sua giornata, che consisterà in vari lavoretti qua e là per i suoi terreni nelle ore più fresche del giorno. Non avrei mai creduto, lo invidio un pò. Ha appena scoperto che questa notte c'è stato un forte temporale e che ha piovuto a ridotto. Non sà che probabilmente il sole questa mattina potrebbe anche rinunciare ad uscire. Io invece ho assistito al temporale, mi sono rifugiato dalle folate forte del vento tempestoso, ho visto la sua fase più burroscosa e l'ho anche guardato assopirsi. Nello scorrere del tempo, affianco al temporale le persone hanno girato attorno a me, hanno agito, hanno raccontato ed insegnato buone novelle ritrovandosi ad inciampare nei medesimi errori, hanno cercato di aiutare gli altri non ricordandosi di fare del bene per loro stessi. Probabilmente è sbagliato scendere in profondità di ogni fatto di cui sono testimone, ma ho una strana sensazione che provo scrivendo queste righe, sento nelle mani che in realtà non è per nulla sbagliato questo. Mi chiedevano se avevo qualcosa che non andava quando era totalmente evidente che tutto era a non andare, che eravamo a bordo di un cavallo pericoloso,nonostante ne fossimo consapevoli. Nessuno disse nulla per non assumersi la minima responsabilità, ognuno avrebbe affidato al fato il proprio destino piuttosto che prenderlo per mano e metterlo al sicuro. Se non c'è voglia di responsabilità da parte delle persone probabilmente non si può attuare un pensiero comune, una comunità civile, uno scambio sincero tra persona e persona. E questa mancanza di scambio è quello che ci annoia e ci mostra un vuoto dinnanzi a noi che colmiamo soltanto cercando di evadere da noi stessi, quando invece dovremmo cercare di far evadere il nostro self in qualsiasi situazione ci trovassimo. Il carattere non è una merce che si vende al mercato semplicemente perchè non la posseggono nemmeno i mercanti. Ma in qualche anima forse brilla luminosa e trasformo questa speranza nella stella cometa che guiderà il mio cammino.

1 comment:

Anonymous said...

salve! Ho appena ven­duto un pic­colo pezzo di terra con­fi­nante con la pro­prietà di mio fra­tello, al quale avevo spe­dito una rac­co­man­data AR con noti­fica del prezzo e con richie­sta di rispo­sta entro cin­que giorni. Non rice­vendo rispo­sta, dopo dodici giorni dal giorno del rice­vi­mento, da parte sua, della rac­co­man­data, ho ven­duto ad un estra­neo che, avendo un ter­reno vicino al nostro, avrebbe la pos­si­bi­lità di acqui­sire il diritto di pas­sag­gio attra­verso la strada inter­po­de­rale pas­sante per il nostro podere. La con­ces­sione di pas­sare, fin­ché era vivo mio padre, non gli era stato mai negato. .Da notare che i ter­reni di nostra pro­prietà erano stati divisi da mio padre tra tutti noi figli circa quarant’anni fa. .Nessuno di noi coe­redi è col­ti­va­tore diretto. Già cin­que anni fa avevo pro­po­sto ver­bal­mente l’acquisto della mia quota parte a mio fra­tello, e tale pro­po­sta è stata ripe­tuta anche l’anno scorso, con rispo­sta sem­pre nega­tiva da parte sua. Di tali pro­po­ste sono a cono­scenza diversi testi­moni. Devo aspet­tarmi qual­che azione legale da parte di mio fra­tello? In tal caso, in che san­zioni incorrerei? Like or Dislike: 0  0