Monday, December 31, 2007

Sinistra




Un'arpa collega 2 terre e offre il suo dorso al mare. Nuvole la osservano da distante ma non se la sentono di provare a suonarla. Il suono è il silenzio di una industria a Natale.Formichine tutto attorno si muovono. Più cose possibili vorrebbero portare in letargo. Niente è più preciso del senso di marcia.

Sunday, December 30, 2007

Sperequazioni Speranze Frustrazioni

Frammenti:

oh stagioni...della nostra vita

oh castelli...della nostra speranza

Da una poesia:

In fondo, non si può dire!
Non sfuggo, il mondo
Che fuori così m’attrae
Ma in verità sento, penso
Che esso non mi tocchi
Nel profondo…

Tu
mi sfiori incidentale
Io
Porta aperta
ad ogni tuo male…

Inclined vision of the movement.



Fold up in front of the movement.
Also some houses do that.
Like curios people out in front at the cinema.
World is changing.
There's still space for the fantasy.

From where this desire to arrive?



A way out, a void on the deep, a space hide by the object surrounding, a vertiginous prompt toward the unknown.
From where this desire to arrive?

Saturday, December 29, 2007

Qando l'Oscurità era tua Sposa

Quando l’oscurità era tua sposa…

Quant’è lucida
Liquida che scorre
Fremer d’ali,
Giaciglio puro d’oro smorto
In massa
D’ardità smarrite
Ma spesse come strali…

Come triste t’affanni
Come dolce m’inganni...
L’ardente desiderio
È sterile fluttuare
D’insensate luci
Grigi’olmi d’euforia
Scuotono pendoli intramezzati
Che ligi pendono dai pergolati
Sterili ed infiammati
Incipit vilmente procrastinati…

Lievi e dolci onde
Dai mari amati…
Sottile vita si diffonde
Esploder elettrico di luci
Interiore miscuglio
Tu ora taci…
Tra mille lanterne
Distanti movimenti
Cospiranti ed alterati
Tu qui giaci…

Quando l’oscurità era tua sposa
Quant’era lucida e radiosa
Vita che dal lago s’attende
Attimi purpurei in chiaror che fende…
Quando svestita,
Dalla sera
Ricordi tu,
Mia unica Vera?

Isle d'Adam

Sento strade che corrono
E smuovono la gente
Un passato che è fitto di persone
Ancora rivedo
Lo stesso
Un eterno che qui stende
Un mondo che passa e giace
Loro non sanno ma io “corvo” credo
Vie lontane al di là
Orizzonti e nuvolame
Scorre un luogo
D’immenso sognare…

Scorrere
Incessante
D’uno
Un diamante
Scuro d’alito
Di vite, che vedi, che tu vedi!
Alleate ricerche
D’un qualcosa
Di segreto
Velato mai
Celato intonso
Incenso e oscurità
Chiaror gelato
Ed ammante lillà…

Sguardo
Azzurro penetrante
Lamina glaciale
Che pende dal cielo
Tra-fitto…
Delitto, da nubi tremanti
Amore sconfitto
Che cerco e tu cerchi
Profondità
Da pupille infinite
Specchi arditi
Sforzi
Anelanti di mali
Molti e banali
Vite…atterrito!

È attrito che ti scorre
Mentre t’abbandoni e t’allontani
Con pendenti corde
Da picchi alberati
Dolcezze e d’infinito…

Bellezza che m’assolve
Attraente pendolo
Gioco d’estenuanti risvegli
Assolati tramonti
Di Soli
Che accorrono
In masse isteriche
D’idiote lunari
D’Atelier giunte d’ali…

Rose lesbiche, labbra e fiori blu...

Archi di gelo
Trabucchi dorati
Immersi nel cielo
Giacigli sfondati

Nei miei occhi
Fregiano, lunari,
Orge d’eremiti pidocchi
Vascelli anseatici che solcano i mari

Conche di tristezza
S’affollano nei deserti
Armai tra le rose spine
Siam certi
Gocce di sangue mostrano
Ogni nostra debolezza
Perché stiamo ancora incerti
Dinnanzi ormai
A giardini grigi
Verdi aperti

Lo spirar lento m’abbandona
Angelo caduto
Fascino mai perduto
Tratto insigne
Mano che scorre
Carezze maligne
Là in alto…
Demonio in cima
Alla più cupa Torre…

Thursday, December 27, 2007

Addosso a me...Etienne

C’è una bimba
nel nero
C’è un bimbo
biondo puro…
Non so perché
Ma lei
Lei mi rincorre
Là in fondo sul colle
Che cerca?
L’erba fresca
Estenuante calpesta
Non correre, mi dice
E lei cade
Dove andrò, in mia fretta?
Il bosco è così buio
I rumori così fitti
Che scura,
Neve candida
Riflessi violacei
D’un tramonto
In denso mistero…
E a che serve piangere?
Che speri?
M’abbraccio ad un albero
E lui mi cullerà
Dolci i rami
Carezze e calore…
Lei mi mira
Da dove arriva?
Io son sola
Languore viola
Bacio stampato
Da chiara cera
Ampolla vivida dorata
Che a te mi lega
Sono in verità tua fata
Io gocciola nera
Tua unica Vera…

Perché ti consumi?
Tu muori incessante
Tra i mille mondi
Stelle in circolo anelante
Dentro me
Cosa puoi trovare
Se non un cuore
Inospitale?

L’oro che mi sfiora i capelli
È dannazione
Di una bellezza prematura
E che io possa..
Che infine io mi conceda
Stenderemo insieme
Allevati, dinnanzi alle querce
Che mai scolorano
E giureremo una luce
Che possa servire
Nelle profondità oscure
Intangibile levare
Inarrestabile d’aurora
Verde smeraldo
Allieterai tu più puri
I ghiacciati ruscelli?

D’amore la morte
Dolce si instilla
Tra le piccole diurne
Ghiacciate ma mai sbocciate
Aspiro lentamente
Profumi lievi da tue chiome
Catturo il muschio inafferrabile
Nostri ardenti desideri
Che graffiano volanti luci
Da impercettibili ali…
La notte è infine
Scesa così sperata
Per voi bimbi
Oscura e dolce sorte
Accarezzati lievi
Da impalpabile ed esile morte…

Cuori verdi d’albero
Cuori bianchi di tenebra
Più ancora stendete
Affrante linfe ghiacciate
Di mille amori vivide scorte…

Saturday, December 08, 2007

Linee.



Ovunque è pieno di linee.
Ovunque possiamo trovare giometrie sensate.
Linee...
Si incrociano, vanno in profondità.
Mettono in ordine, ci organizzano.
Uniscono ma soprattutto dividono.
Possono diventare confini.
Possiamo vederle come orizzonti.
Possiamo tirarle, seguirle anche se vogliamo.
E a quel punto diventano direzioni.
Strade. Possibilità.
Linee come possibilità.
Linee che diventano scelte.
Non posso seguire troppe linee.
Spesso alcune linee escludono le altre.
Spesso due di queste intersecate creano vertici insensati.
Ma seduto nella mia stanza incrocio linee.
Esco dalla mia stanza e vengo trafitto da delle altre.
Nella strada quasi non le distinguo le une dalle altre.
Significa che devo scegliere?
Quale giometria voglio rappresentare?
Dove posso lasciare il mio segno?
Disegno la mia linea.
Non importa come sia.
Verticale, a zig zag, ondulatoria, trasparente...l'importante è che sia mia.
Però c'è nè sono tante che la incrociano...
Da quale farsi intersicare diventa la questione ancor più grande.
Quale scegliere tra la confusione.
nel centro delle possibilità c'è forse un lasco possibile.
In cui vi si stampano i tre più profondi e grossi pensieri.
Pesanti come travi.
lo sfondo dietro è buio ma vi appare una via ad intersecarlo.
Una linea, vista anche come via d'uscita.
Immaginariamente anche via d'entrata per il mistero.
Linee,
Direzioni.
Forse per ora, solo geometriche confusioni.