Sunday, November 18, 2007

The worse nightmare sometimes is reality


Barbed wire.
Aushwitz barbed wire.
Aushwitz name originated by a German invention.
The city of the concentration camp is Oświęcim, 50 km west of Krakow.
There are almost nothing around the camp.
Right now, a desolate bus station.
Some disgusting fast food.
When you go in there's no breathe for you.
Something happened to you. Your voice is the silence.
Your thoughs disappears. A loud, ditasteful, woeful empty hit you.
If you breathe you can smell...i don't want to said what you can smell.
You begin to ask you why you're there, which is the sense, why you want to be witness of that horror.
Why? Is the question that pursuit you. Every second. Why?
How the man could be so cruel?
How the germans, the SS, the Nazis can follow some fucking orders.
How they could respect that rules.
Only for more lands, for sadisfy an old hate.
Why?How they could?
You can't see woman hair accumulate in a room.
Nazis accumulate it before send the woman toward the death.
You can see mountain of hair. Destinate to textile industries.
You can see the tins contained the gas that killed thousands of people.
You can see the bed, the tunnels, the jails.
You can't breathe normally.
I've been a week ago and today is the first time that I try to look at my pictures.
I've still this horrible sensation.
I don't know if the man can touch a llevel lower then that one.

Men like monsters.
The people of that age already know that.
They tried to express this feeling by maskerate art.
But there's wasn't solution.
Escape, the only way.

The worse nightmare sometimes is reality.

Friday, November 16, 2007

expression.


Forbade the amusement.
Row against the naturally.
Flip around the same thoughts.
Lapse into empty.
Fall due as partyboy.
Breaking rangs.
Resume what I begin several years ago.
Get rid from influences.
Preach nothing.
Teach the silence.
Clasp the soul and play with her.
Wade in against the wall of my room.
Upset the statics minds.
Suppose to be something more.
Wander for the corridor.
Reckon the inconsiderate.
Indulge yourself of yorself.
Lapse into empty.
Some new verbs for express myself. Once again.

Tuesday, November 06, 2007

Gli ImPeRaToRi di oGGi.


A scuola ci insegnano una storia che ci sfiducia.
Qualcuno comanda. Qualcuno ha sempre comandato.
Qualcuno anche ha sempre obbedito.
Consopevole. meno consapevole.
Gli animali si nutrino di altri animali per sopravvivere.
La più vecchia legge si tramanda intatta ai giorni nostri.
Predatori e prede.
Ghepardi e tartarughe.
Iene e gattini.
Potrei dire anche multinazionali e consumatori.
Ma dubiterei sui consumatori.
Anche i consumatori sanno di che nutrirsi.
Oppure non lo sanno e si nutrono ciò che gli imperatori confezionano loro. Obbedienza precostituita, già studiata.
Le cose semplici sorpassano le cose ricercate.
Lo spettacolo regna, crea consensi.
La fantasia diventa fiebile, quasi scompare.
Eventi, pseudoeventi, convegni, rappresentazioni, notiziari.
Slogan, immagini.
Comunicazione, marketing, pubblicità.
La civiltà del prodotto.
Si studia il modo di vendere, non il modo di fare.
Come attrarre più facilmente ogni persona.
Nel modo più semplice, banale.
Il banale si appropria del mondo perchè il mondo oggi ha deciso di cibarsi di banale.
Conviene che tutti vi accedano e perciò i sistemi più semplici sono quelli più adatti, più diffusi.
Si comincia a ragionare per modelli.
Veniamo circondati dai modelli.
L’impero ci crea i modelli.
E’ questo il modo di oggi per ottenere l’obbedienza.
Consumiamo i modelli che ci vengono proposti.
Cominciamo ad amarli pure.
Come dipendenze non nè facciamo più a meno.
Più è semplice, più è immediato.
Si sente il borbottio di qualche romantico talvolta.
Le semplificazioni lo rendono nervoso, lo privano di una eredità.
Abituato al panino al salame dal paninaro oggi si ritrova un sandwich pronto in 15 secondi alla metà dei soldi.
I due fast food sotto al suo ufficio l’hanno iniziato a quel tipo di consumo. Il suo stomaco non gli permette un uso continuo. L’allarme incendio gli scatta spesso ed è pericolo in orario lavorativo. A un certo punto se ne và in vacanza per respirare aria nuova ma sul più bello lo stesso tipo di fast food regna sovrano nella piazza della città che sta visitando. e quell’odore fetido di preconfezionato ricomincia a torturarlo. sbuffando lo evita, ma si sente fastidiato, non gli è stato semplice trovare qualcosa di caratteristico.
Sta scomparendo il caratteristico.
O meglio, ce n’è a quintali in giro per il mondo ma è in contrazione.
Si amalgama. Come si amalgano le persone.
Ma ogni persona in sè stessa è differente.
Il mondo invece è bello perchè è vario.
Chiamali imperatori, chiamali barbari, ma i modelli che portano si espandono, dissolvono lentamente “il caretteristico” come sfruttando un sofisticato acido che agisce a lungo termine per essere inodore.
Fanno scomparire qualcosa di chiaro, dritto davanti a noi, non facendo nulla a quel qualcosa.
Solamente spostando la nostra visuale.
Non lo vediamo più perchè ci han fatto guardare da un’altra parte.
Copperfield fece credere a milioni di persone di aver fatto scomparire la Statua della Libertà semplicemente facendo ruotare il basamento sul quale tutto il pubblico poggiava e nascondendo la statua (che era da un’altra parte ora e nessuno la guardava) con perfetti giochi di luce.
Tutti erano sicuri che un momento prima la statua ci fosse e dopo il gioco di Copperfield fosse scomparsa.
E’ il basamento che ci frega.
La base. Quella che si dà per scontato.
Alcuni sanno come muoverla e sono gli imperatori, i barbari.
Altri ci sono sopra e non ne fanno caso. Solo si muovono.
Ignari testimoni del movimento che muta.
In modo più banale, più semplice, immediato.
Peccato che non si possa sciegliere poi tanto.
Peccato che per non essere da meno dovremmo rispondere con altri modelli.
Ma noi vogliamo solo osservare.
Non dimenticandoci la storia.
Godere di ciò che è autentico senza contaminarlo come sempre è stato fatto in passato.
Dimenticare la legge più vecchia del mondo.
L’unica che regna ancora sovrana, quella del più forte.
Siamo davvero sicuri che per un animale il miglior pasto sia un’altro animale?
Vogliamo continuare a farci mangiare? Assimilare?
Come dirlo agli imperatori di oggi?

Saturday, November 03, 2007

the poem of the life


LIFE IS ONLY A WAY. LIFE IS THE ONLY WAY.
LIFE IS TIME, BUT TIME ISN'T LIFE.
LIFE IS WHEN YOU ARE IN SILENCE WITH YOURSELF, BUT NOT WHEN YOURSELF IS WITHOUT VOICE.
LIFE IS STANDING NEAR THE SHORE OF THE RIVER. LIFE IS SWIMING UNDER THE WATER. I'M LOOKING FOR IT.
LIFE IS  AN UNHEALTHY TREATMENT, IS THE TASTE OF SEEING OVER. LIFE IS OVERTHERE. LIFE IS HERE.
LIFE IS ON YOUR FEET, UNDER MY FEET.
LIFE IS LIGHT, LIFE IS UNSEEN.

a delicate evening in autumn of the year 2007