Ricordo ancora quella notte, blu oscuro gocciolava dal cielo, Oh Ianthe, ali candide che prendono il volo, tu mi parlasti dell’eterno che è in noi e che mai ci saremmo lasciati, ma all’improvviso un addio morì nei nostri cuori, Alaaraf, la stella dannata, fu bellezza che ci portò via con sé…
”Oh Karima come è triste affogare in un mare di stelle…dolcezza nelle nostre labbra, tremano i pensieri e l’infinito che li avvolgeva, scosso dal nostro amore, cade nel profondo dei tuoi occhi blu, fluisce tra i capelli di seta e vesti d’orifiamma. Perché dobbiamo lasciarci? Risposte non ne ho, così è la volontà della Dea, indelebilmente legato il suo destino al nostro, Oh Karima, campi dorati al tuo passaggio, guarda…guarda in fondo alla notte oscura, non vedi il segreto celato? Oh dolce creatura moriremo così giovani?...”
Il vento, respiro di Dei, violento turbava gli spazi e fu pianto dalle fronde degli alberi, mille petali tra i due angeli e rugiada, come sottile velo di seta a difesa dei loro corpi nudi. Dal fondo della foresta le oscure creature per prime non celarono il loro orrido volto alla luce di cuori così puri e persino le più efferate parteciparono all’infinita sofferenza. Intanto Alaaraf, all’orizzonte di porpora, condannata al sacrificio estremo, stendeva un lungo velo, aurora di lacrime verso oriente, e stuolo d’anime che la seguivano…oh povere illuse, quale pazzia infondeva i loro cuori? Come Amore distillato dai fiori più delicati un tempo in rigoglioso splendore, e vostre dimore, prati e verdi distese, soli dorati e mille lune d’argento, tappeti magici sotto i grandi cieli stellati, palazzi sontuosi, ricchezze e sfarzi tra le dune del deserto in fiamme…
”Oh Ianthe, tu il più bello tra gli angeli del cielo infinito, Sole imperituro di luminose galassie, ti prego, non andare! In fondo il destino è solo magia alla quale si può sfuggire, un oscuro sortilegio che scorre tra notti di streghe. Proprio al di là delle foreste antiche scorrono i sogni più fantastici, di mille linfe i fiumi lunari…Fuggiamo! Ora nessuno potrà scorgere i nostri corpi, se uniti, se lo vogliamo, le tenebre che questo mondo avvolgono sono cuori di pietra a difesa del nostro cammino!“
Ma l’immagine dell’angelo si faceva sempre più vanescente e contemporaneamente tra il cielo in fiamme, Alaaraf sfoggiava tutta la sua bellezza che bruciava con la sorte di coloro che il cuore avevano conquistato passione e amore…
“Oh Ianthe, non scomparire! Giorni tremendi e cupi mi aspettano e una morte che non posso sfuggire. No, non andare! Giorni cupi e senza glorie mi attendono, vagherò oscura, io tramonto tra i vivi, per le foreste nodulose, preda di oscure creature e sacrifcio a Dei maligni…ma ora lo so! Non sei ormai altro che un simulacro, le mie mani non ti toccano, il mio respiro profondo non ti odora, il celeste dei miei occhi più non ti abbraccia, sei tu nel profondo dell’oceano preda di esseri sovrumani e come me degli incubi più remoti…così cadesti come la stella, come scritto nel nostro destino, così cadde Alaaraf la bella…”
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