Thursday, August 16, 2007

Immagine.



Immagine alterata del nostro grande amico Marco Boaria from Marostica.
Un'immagine apparentemente stupida, frutto di piccoli giochi computeristici fini a se stessi. Ma un'immagine che mi invita a riflettere, perchè l'immagine sembra contare moltissimo al giorno d'oggi.
A volte (e sono le volte piu' pericolose) riescie persino a diventare sinonimo di personalità.
E' cosa di tutti i giorni vedere persone in lotta per costruire una propria immagine personale, sarebbe forse meglio chiamarla una personalità immaginaria...?
Forse non sono la persona giusta per giudicare.forse.
Il nostro amico Boa non c'entra assolutamente nulla con questo discorso, ma l'immagine alterata di lui è stata come una molla per me per parlare di questi pezzi di gioventù completamente sottomessa dall'immagine che li sovrasta.
Al primo pensiero, pensavo che essa potesse essere significativa forse solamente al Nord Italia, dove l'economia viaggia a gonfie vele e molti bambini si trovano in possesso fin da bimbi di somme di denaro volte a soddisfare qualsiasi capriccio, piu' che qualsiasi bisogno. Lo pensavo un tempo, poi il pensiero è corso rapidamente indietro nel tempo(e' una cazzata questa che sto per dire ma ci stava bene) quando timidamente e incosciamente varcavo la porta di non ritorno della discoteca Cocoricò di Riccione per scontrarmi con un branco di animali bavosi e di cattivo aspetto che si muovevano in maniera velocissima e sbarravano quegli occhi diretti verso un punto sempre non definibile. Lì, in quel luogo, ricordo ragazzi immagine del Sud, Napoletani, (anzi, tolgo la maiuscola per mancanza di rispetto verso Quei napoletani)contornati di brillantezze brillantinate, con letterine D&G brillantissime, o scritte impresse sui pantaloni sopra al buco del culo anch'esse ben luminose, tutti uguali, tutti bruttissimi, tutti mostri ai miei occhi. Impossibile non distinguerli, al primo accenno di coro:.....NaPOLI!, partivano ululati da stadio che lì rendevano uniti e ridicoli nel medesimo frangente.
Morale di questo ricordo:la cultura dell'immagine è una cultura che sbiadisce tutti i nostri giovani cervelli, li rincretinisce, li ciba di cose completamente futili, li immobilizza, li ridicolizza, sembrano esserci poche vie di scampo....
L'immagine per molti serve a porsi all'esterno, alcune persone come potrebbero vivere senza l'immagine di sè che si sono costruiti e che lì precede fieramente ad ogni passo della loro giornata?
La cultura dell'immagine sta dentro fette enormi della gioventù.
Mi scontro con persone stereotipate, Identiche, Imbalsamate. Ovunque!
Bambine cresciute intorno a Beautiful e ancora oggi dipendenti da quella mezz'ora di "Benessere" quotidiano. Che fare se non sognare di lavorare nel mondo della moda? Se non conciarsi come una tipa della pubblicità?
Ragazzi intenti a passare ore e ore per realizzare un motorino piu' veloce del vicino di casa.
La personalità finisce soffocata dalla paranoia per il porsi, per il mostrarsi.
Il mondo intanto prosegue il suo corso indisturbato.
A nessun giovane italiano importa di cambiarlo almeno un pò.
A nessuno importa sapere quel che succede.
Oggi non c'è tempo, ci sono i nuovi jeans in commercio, gli occhiali da cambiare nella nuova stagione, le vacanze da fare nella città più cool del momento, la tariffa nuova per scrivere più messaggi con il cellulare.
La musica che spacca non è più la stessa, ci sono nuove correnti, bisogna correre a sostituire l'armadio e buttare il vecchio con tutti i vestiti dentro. Uscire nei soliti posti, comprare prima di vedere, fotografare prima di guardare, leggere ciò che è già stato letto, limonare chi è più alla moda.
Chiedo perdono a tutti coloro che sono anni luce da questa filosofia di vita.
Forse la penseranno come me, che mi limito a deridere quello che vedo di ridicolo, e a criticarlo, oggi, che critico tutto, qualsiasi cosa vedo.

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