Wednesday, January 17, 2007

Parlando di Libertà di parola.

Salve a tutti digitalissimi lettori di questo blog in balia delle più ubriache onde della rete. Oggi avrete la possibilità di avere risposte chiare, su domande che fin troppe volte avete sentito e risentito (ma, a cui il più delle volte si è risposto poco direttamente), da qualcuno che è direttamente a contatto col mondo dell'informazione, anzi: la fa!
Questa mattina ho fatto una splendida chiaccherata con il sig. Antonio Frigo giornalista professionista capo servizio che segue la cronaca ed una volta all'anno segue anche lo sport e più in dettaglio il Giro d'Italia per la Tribuna di Treviso. Ed ecco a voi il risultato di questa intervista.
Mi sono presentato nella redazione della Tribuna di Treviso alle 12.30 sudatissimo per i tre piani di scale fatti a piedi e dopo pochi minuti ho potuto iniziare la piacevolissima chiaccherata/intervista (riportata di seguito) che mi ha subito ristorato di tanta fatica. Ed eccoci qui:

Big Al: "Per Lei cos'è la libertà di parola?"
A.Frigo: "La libertà di parola è potere esprimere delle opinioni e poter raccontare tutti i fatti di cui si è a conoscenza ed è anche un arma a doppio taglio perchè la mia parola e la parola di un altra persona possono elidersi completamente o parzialmente. Però la libertà di parola è importante, quando non si ingiuria e non si calunnia nessuno, la libertà di parola è dibattito, è incontro e non scontro."

Big Al: "Cos'è stato secondo lei il così detto "Editto Bulgaro" e il conseguente allontanamento di Biagi, Santoro e Luttazzi dalla televisione pubblica?"
A.Frigo: "E' stato un abuso di potere di un socio "di riferimento" di un azienda giornalistica che però è pubblica e che risponde al parlamento e non al governo."

Big Al: "Queste persone (Biagi, Santoro, Luttazzi) avevano fatto o meno un uso criminoso del
mezzo pubblico?"
A.Frigo: "La mia opinione personale è: no!...no...Biagi: non se ne parla nemmeno; Santoro per dare la mia opinione: calcherà sui toni però tiene accesi i microfoni su tutti, non è che fa una trasmissione in cui i suoi ospiti sono solo di una parte; Luttazzi è satira e la satira è santa, è come quando parla un santone o un poeta, va molto più in là della realtà spesso però ci prospetta degli scenari e delle storture che magari vediamo più tardi."

Big Al: "L'opinione sulla libertà di parola è cambiata negl'ultimi anni nella popolazione?"
A.Frigo: "Beh, intanto il bombardamento da parte dei politici che hanno denigrato l'informazione sicuramente ha sporcato l'immagine di chi l'informazione la fa, qualcuno che fa informazione se l'è sporcata da solo ma vedo che buona parte di questi galleggiano perfettamente e sono ancora in video e sui giornali e poi parliamo di informazione ma in realtà quanti italiani comprano un giornale? E allora si può parlare solo di un informazione che è quella radio-televisiva che è non solo parziale ma anche molto di parte specie se andiamo nell'informazione privata e non quella pubblica."

Big Al: "Nel 2005, secondo una classifica sulla libertà di parola stesa da reporters sans
frontieres, l'Italia era al 39°posto. Cosa ne pensa? Corrisponde a realtà?"
A.Frigo: "Chi giudica la libertà di parola di una nazione ha una serie di sensori in base hai quali definisce se una voce riesce ad andare dal punto di partenza al punto di arrivo, questi sensori sono abbastanza codificati pur non essendo completi. Sicuramente, il fatto che in Italia non ci siano più degl'editori puri, cioè, gente che ha la sua ragione di esistere in quanto vende l'informazione in varie forme (scritta, telematica, televisiva...), tutto ciò ha un peso nel senso che "la voce del padrone" comunque anche se non si fa sentire genera in partenza una specie di autocastrazione senza voler usare altre parole che appartengono a regimi precedenti."

Big Al: "Secondo lei la satira può informare?"
A.Frigo: "La satira informa!!! La satira informa ed io lo dico ben felice! L'ultimo giornale di satira che è stato fatto in italia è stato fatto a Treviso e si chiamava: Malox; lo facevamo io, Sergio Saviane, Beppe Mora ed un gruppo di collaboratori ed abbiamo anche vinto il premio della satira a Forte dei Marmi. La satira è strumento, se vogliamo, feroce però già per definizione feroce e già per definizione esagerato che però racconta dei fatti. Se poi entriamo nel campo di trasmissioni televisive come Striscia la Notizia quella è una satira interpolata all'informazione, in realtà i servizi di Striscia anche se sono un pò...come dire...un pò chiusi, sono un pò "spostati da una parte" sono comunque informazione a tutti gli effetti: andare sul posto e testimoniare una stortura o di un abuso significa fare informazione."

Big Al: "Ci sono limiti che non devo essere valicati o temi tabù che non si dovrebbero toccare nella satira e nell'informazione giornalistica?"
A.Frigo: "Per la satira i temi tabù sono la carne buona perchè la satira assomiglia molto al carnevale quindi va contro i tabù. Si, ci sono non dei temi o dei modi raccontare le cose che sono brutti, violenti. Ieri sera ad esempio ero assieme alle mie bambine: una di 10 e una di 2 anni ed ho visto trasmettere delle urla orribili in un pronto soccorso a...Messina mi pare...dove arrivavano i cadaveri delle vittime dello scontro di un aliscafo con una nave. Devo dire che quell'urlo potevano risparmiarselo.Ci sono dei tabù! E sono legati innanzi tutto ai bambini e in questo caso l'informazione dev'essere molto attenta e questo lo dico dopo aver fatto un bel corso alla Yale University assieme al prof. Caffo di Telefono Azzurro: 7 giorni full-immersion ("a base di: cappuccini, brioches ed insalate" mi dice sorridendo) dove abbiamo analizzato come gli USA usano l'informazione con i bambini e come invece viene usata in Italia."

Big Al: "Ci sono sempre più informazioni a disposizione degl'utenti grazie ai nuovi media,
tutta questa informazione limita la capacità di critica delle persone?"
A.Frigo: "Tutti i nuovi media offrono un'opportunità di scelta. Un individuo ha la possibilità di scegliere: dove attingere, quando attingere ed anche il perchè scegliere una fonte anzichè un altra. Non trovo limiti se non nella sovrabbondanza a volte non controllata. Ad es. come viene costruita Wikipedia mi può anche piacere però non ho capito la forza che può avere un comitato scentifico sulla scelta delle informazioni che poi vengono pubblicate; faccio questo esempio perchè qualche volta un castrone lo trovo dentro e non lo trovo solo io ma lo trovano anche quelli più bravi di me specie in campo scentifico."

Big Al: "Qual'è secondo lei il futuro dell'informazione?"
A.Frigo: "Il futuro dell'informazione è purtroppo grigio piombo e non più il piombo che si usava per fare i giornali una volta ma esattamente il contrario. L'informazione richiede qualcuno che voglia essere informato, non qualcuno che subisce l'informazione ma qualcuno che sceglie l'informazione e per i giornali già è un problema. Almeno che non si consideri giornale le free-press che però dipendono in toto non più dagl'acquirenti ma dagli inserzionisti pubblicitari. Il futuro dell'informazione è anche legato a contratti che garantiscano i giornalisti nel loro lavoro ed i contratti che hanno in mente gli editori in questo momento sono contratti annuali rinnovabili solo se fai il bravo, che poi non si capisce cosa sia fare il bravo, sono un cappio, anzi una serie di migliaia di cappi messi al collo del giornalismo."

Big Al: "Abbiamo parlato di cose lecite o meno...secondo lei le domande che le ho posto
possono essere considerate faziose? O sono domande lecite poste ad una persona che ne sa più
noi?"
A.Frigo: "Intanto sono domande che andrebbero poste anche a quelli che non fanno questo
mestiere, a quelle persone che usufruiscono dell'informazione magari subendola e non pagandola, nel senso che basta un click su un telecomando e l'informazione ti arriva in casa. La gente farebbe bene a porsi tutte queste domande. Non sono assolutamente faziose, perchè la faziosità nelle domande non esiste specie in questa forma e poi domandare è lecito e rispondere è cortesia diceva mio nonno."

Big Al: "Chiudendo la voglio ringraziare del suo tempo e lasciarla chiedendole cosa farà
dopo questa intervista? Una piccola curiosità sul suo lavoro in questo momento."
A.Frigo: "Sto mandando una email a Rita Levi Montalcini che deve rispondermi sulla scoperta
delle staminali nel liquido amniotico fatta da un trevigiano. Sto cercando il prof. Veronesi il famoso oncologo per lo stesso argomento e contemporaneamente andrò dalla presidentessa dei commercianti a chiederle che fine farà il vecchio emporio di Benetton in centro che era un istituzione e ora è solo un palazzotto vuoto e poi non so...nel senso che prima di sera mi diranno se posso farne altre venticinque di queste cose!!!"

Voglio ringraziarvi per l'attenzione e spero che questa chiaccherata sia servita a chiarire e vedere temi difficili e spesso oscuri da un altra ottica.
Da Big Al è tutto a voi studio e ricordate: Dio è morto e non vedo perchè voi dobbiate fare eccezione! Alla prossima onda!

Big Al

1 comment:

theman isfree said...

E' stato un piacere Big Al farti cacciar dentro questo post, grazie!
La cosa piu' paradossale che e' emersa e' che in quest'epoca di bombardamento telematico, di informazione di tutte le sorti rintracciabile attraverso pochi clic sia proprio la gente a mancare al'appuntamento con l'informazione...sia proprio la gente a farsi influenzare senza repliche da radio e Tg purtroppo da sempre strumentalizzati dalle varie forze politiche...purtroppo l'informazione piu' semplice e comoda e' anni luce dall'essere quella piu' corretta...