Salve di nuovo a voi tutti piccoli amici dell'inebriante onda della rete! Oggi voglio lodare e ringraziare uno dei più grandi e liberi giornalisti che ci sia nel nostro piccolo stivale peninsulare in odore di nulla facenza.
Mentre il governo gigiona attendendo sante rivelazioni, qualcuno tira fuori dalla fondina una pistola vecchia decenni che però troppi frequentatori dei palazzi romani hanno scordato in un baule in cantina, chi per convegnenza, chi per il poco coraggio e chi perchè preferisce non esporsi (perchè non si sa mai metti che un giorno mi va male e devo entrare in Forza Italia). A risfoderarla tocca quindi nuovamente ad un giornalista che perfortuna non si accontenta di avere una poltroncina comoda e una bella scrivania ma vede aldilà delle barricate di ciance che infuriano tra i due schieramenti politici.
Questo giornalista e scrittore, ha diviso la sua vita fra Italia e Stati Uniti. E' stato giornalista ed inviato di molte testate e direttore dei programmi culturali della Rai-Tv, ed è autore di numerosi saggi e romanzi. Nel 1963 è tra i fondatori del Gruppo '63. All'inizio degli anni '70 partecipa alla fondazione del DAMS di Bologna dove insegna dal 1970 al 1975. Negli Stati Uniti è stato corrispondente de "La Stampa" e di "Repubblica". Ha scritto per il "New York Times" e la "New York Review of books". E' stato presidente della Fiat USA, professore di giornalismo alla Columbia University, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura. Nel 1993 diviene membro effettivo della Academie Universelles des Cultures di Parigi.Attualmente dirige il quotidiano "l'Unità" e la rivista "L'Architettura" e si chiama Furio Colombo.
Ieri sera Colombo ha finalmente detto ciò che non molti avevano avuto il coraggio dire in televisione e l'ha fatto durante il programma Ballarò.
Il direttore de l'Unità ricorda alla signorina Prestigiacomo e a tutti i presenti che a mr.Berlusconi non dovrebbe essere data la possibilità di stare al governo non per le sue idee o per i suoi processi ma in primis per il potere, la ricchezza e gli interessi personali dello stesso.
La cacciata di Enzo Biagi, cita il giornalista, è stata una mossa politica subdola. Biagi, rincara il sig. Colombo, è stato cacciato per dare un segnale ai più giovani in stile "colpirne uno per educarne 100". Ci ricorda inoltre come con la sua posizione predominante di maggiore editore (di stampa e televisione) italiano eserciti una forte pressione sulla quasi totalità dell'informazione mettendo in condizione di sudditanza i giornalisti italiani e addirittura mettendolo in posizione di spingere l'ormai defunto Montanelli a lasciare la direzione de il Giornale ed costringere alle dimissioni dal Corriere della Sera uno dei più importanti editori italiani cioè Ferruccio de Bortoli proprio quando la scalata alla più importante testata giornalistica italiana era all'apice.
La signorina Prestigiacomo (ex-ministro delle pari opportunità del governo di centrodestra) oltre ad interrompere continuamente qualsiasi intervento degl'ospiti cercando di coprirli con un incessante parlantina da parrucchiere, se ne esce con una domanda degna di chi mentre parli fa cenni continui di assenso senza capire nulla di ciò che viene detto, ma pensando a come gli sta bene quel tailleur, se ne esce dicendo: "Lei ha lavorato col signor Agnelli che comunque si è sempre interessato di politica e dice che Berlusconi non può fare politica perchè è troppo ricco?!!!".
Ricordiamo allora alla gentile soubrette di Forza Italia che il Signor Gianni Agnelli (S maiuscola non casuale) mai si pensò di prendere in mano il governo del paese!!! E che la questione non è di classe sociale come vogliono farla passare i "turisti della politica" che non sanno rispettare nemmeno l'oratore per i minuti di parola concessi, la questione è democratica e che una persona che possiede interessi vasti come quelli del Cavaliere (TV con Mediaset, stampa con Mondadori, Milan per il mondo calcistico, Mediolanum per il mondo assicurativo e bancario, Pubblitalia che gestisce la quasi totalità della pubblicità italiana (cosa non da nulla quando la comunicazione vive su questa) ), non può essere anche alla guida del paese con la possibilità di favorire i propri affari e dei propri amici e parenti (è di oggi la notizia che gli aiuti all'acquisto di decoder (2004-2005 quando il fratello dell'allora premier ne aveva tanti e non sapeva che farne) per il digitale terrestre sono illegittimi sotto il profilo della concorrenza. Lo ha stabilito la Commissione Europea, che ha anche deciso che saranno le emittenti televisive che ne hanno beneficiato a dover rimborsare quanto ricevuto.) senza parlare della legge "Gasparri" (ex-ministro delle telecomunicazioni) che venne usato come prestanome per una legge condannata da tutta Europa perchè l'unica utilità è stata quella di salvare Rete4 dal trasbordo sul satellite e dare la possibilità, tra pochi anni, di aprire legalmente le scalate da parte dei proprietari di emittenti televisive alla carta stampata... e l'elenco sarebbe ancora lungo, ma un soldatino di FI se ne esce dando dei "bugiardi e coglioni" a tutti i giornalistiche altro non sono che dei "rossi" che non sanno ciò che dicono.
Beh a voi le conclusioni per me l'onda è finita ed è tempo di sdraiarmi e di rimettere a posto la mia tavola da surf e la mia bottiglia di vino. Dio è morto e non vedo perchè dovreste fare eccezione dalla baia di Treviso Male è tutto a te Zolinnic e alla prossima onda!!!
Mentre il governo gigiona attendendo sante rivelazioni, qualcuno tira fuori dalla fondina una pistola vecchia decenni che però troppi frequentatori dei palazzi romani hanno scordato in un baule in cantina, chi per convegnenza, chi per il poco coraggio e chi perchè preferisce non esporsi (perchè non si sa mai metti che un giorno mi va male e devo entrare in Forza Italia). A risfoderarla tocca quindi nuovamente ad un giornalista che perfortuna non si accontenta di avere una poltroncina comoda e una bella scrivania ma vede aldilà delle barricate di ciance che infuriano tra i due schieramenti politici.

Questo giornalista e scrittore, ha diviso la sua vita fra Italia e Stati Uniti. E' stato giornalista ed inviato di molte testate e direttore dei programmi culturali della Rai-Tv, ed è autore di numerosi saggi e romanzi. Nel 1963 è tra i fondatori del Gruppo '63. All'inizio degli anni '70 partecipa alla fondazione del DAMS di Bologna dove insegna dal 1970 al 1975. Negli Stati Uniti è stato corrispondente de "La Stampa" e di "Repubblica". Ha scritto per il "New York Times" e la "New York Review of books". E' stato presidente della Fiat USA, professore di giornalismo alla Columbia University, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura. Nel 1993 diviene membro effettivo della Academie Universelles des Cultures di Parigi.Attualmente dirige il quotidiano "l'Unità" e la rivista "L'Architettura" e si chiama Furio Colombo.
Ieri sera Colombo ha finalmente detto ciò che non molti avevano avuto il coraggio dire in televisione e l'ha fatto durante il programma Ballarò.
Il direttore de l'Unità ricorda alla signorina Prestigiacomo e a tutti i presenti che a mr.Berlusconi non dovrebbe essere data la possibilità di stare al governo non per le sue idee o per i suoi processi ma in primis per il potere, la ricchezza e gli interessi personali dello stesso.
La cacciata di Enzo Biagi, cita il giornalista, è stata una mossa politica subdola. Biagi, rincara il sig. Colombo, è stato cacciato per dare un segnale ai più giovani in stile "colpirne uno per educarne 100". Ci ricorda inoltre come con la sua posizione predominante di maggiore editore (di stampa e televisione) italiano eserciti una forte pressione sulla quasi totalità dell'informazione mettendo in condizione di sudditanza i giornalisti italiani e addirittura mettendolo in posizione di spingere l'ormai defunto Montanelli a lasciare la direzione de il Giornale ed costringere alle dimissioni dal Corriere della Sera uno dei più importanti editori italiani cioè Ferruccio de Bortoli proprio quando la scalata alla più importante testata giornalistica italiana era all'apice.
La signorina Prestigiacomo (ex-ministro delle pari opportunità del governo di centrodestra) oltre ad interrompere continuamente qualsiasi intervento degl'ospiti cercando di coprirli con un incessante parlantina da parrucchiere, se ne esce con una domanda degna di chi mentre parli fa cenni continui di assenso senza capire nulla di ciò che viene detto, ma pensando a come gli sta bene quel tailleur, se ne esce dicendo: "Lei ha lavorato col signor Agnelli che comunque si è sempre interessato di politica e dice che Berlusconi non può fare politica perchè è troppo ricco?!!!".
Ricordiamo allora alla gentile soubrette di Forza Italia che il Signor Gianni Agnelli (S maiuscola non casuale) mai si pensò di prendere in mano il governo del paese!!! E che la questione non è di classe sociale come vogliono farla passare i "turisti della politica" che non sanno rispettare nemmeno l'oratore per i minuti di parola concessi, la questione è democratica e che una persona che possiede interessi vasti come quelli del Cavaliere (TV con Mediaset, stampa con Mondadori, Milan per il mondo calcistico, Mediolanum per il mondo assicurativo e bancario, Pubblitalia che gestisce la quasi totalità della pubblicità italiana (cosa non da nulla quando la comunicazione vive su questa) ), non può essere anche alla guida del paese con la possibilità di favorire i propri affari e dei propri amici e parenti (è di oggi la notizia che gli aiuti all'acquisto di decoder (2004-2005 quando il fratello dell'allora premier ne aveva tanti e non sapeva che farne) per il digitale terrestre sono illegittimi sotto il profilo della concorrenza. Lo ha stabilito la Commissione Europea, che ha anche deciso che saranno le emittenti televisive che ne hanno beneficiato a dover rimborsare quanto ricevuto.) senza parlare della legge "Gasparri" (ex-ministro delle telecomunicazioni) che venne usato come prestanome per una legge condannata da tutta Europa perchè l'unica utilità è stata quella di salvare Rete4 dal trasbordo sul satellite e dare la possibilità, tra pochi anni, di aprire legalmente le scalate da parte dei proprietari di emittenti televisive alla carta stampata... e l'elenco sarebbe ancora lungo, ma un soldatino di FI se ne esce dando dei "bugiardi e coglioni" a tutti i giornalistiche altro non sono che dei "rossi" che non sanno ciò che dicono.
Beh a voi le conclusioni per me l'onda è finita ed è tempo di sdraiarmi e di rimettere a posto la mia tavola da surf e la mia bottiglia di vino. Dio è morto e non vedo perchè dovreste fare eccezione dalla baia di Treviso Male è tutto a te Zolinnic e alla prossima onda!!!

