Tuesday, June 13, 2006

Dio:uno e trino???


Dio e' uno e trino.
Cosi' ha detto questo pomeriggio un cardinale credo...non ne sarei del tutto sicuro, comunque un personaggio influente della propria categoria. mah...che vuol dire?
Padre, Figlio e Spirito Santo formerebbero la figura divina...ad ognuno la sua funzione!
E i Cattolici hanno affermato questo per distaccarsi dalla religione ebraica basandosi su alcuni passi biblici che nominano queste tre figure correlate:

"Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, ..." (Mt 28,19)

"Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti." (1Cor 12,4-6)

"La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi." (2Cor 13,13)

Ogni parola e' buona per generare divisioni tra i popoli. Divisioni che poche volte non si sono trasformate in vere e proprie guerre di religione. Per quei popoli la religione era tutta la vita e nascondendosi dietro ad essa i piu' potenti hanno mantenuto a lungo il potere nelle proprie mani legittimando il proprio operato e le proprie malefatte. E per i mussulmani e' ancora tutta la vita, lo dimostrano gli eventi.
Per la gente che mi circonda sta diventando un ricordo ormai... qualcosa che fanno gli altri, e come si fa onestamente a non chiedersi "Ma Dio c'e'?Esiste davvero?"
Perche' provo questo strano brivido mentre scrivo queste cose?
Deriva forse dalla paura che di pensare in realta' il nostro mondo e' privo di divinita' effettive? Forse c'e' qualcosa ma cosa?
Crolla ogni sicurezza....
E quindi ipotizziamo di vivere senza Dio, quel Dio che descrivono le religioni. La nostra vita dovrebbe cercare vie alternative alla ideologie(che quello alla fine sono..) che presumono di darci soluzioni di comodo alla fatidica domanda sul quale sara' l'esito della nostra vita...la risposta al piu' misterioso dei perche'.
E allora dove dovremo cercare una soluzione?
Penso con vago certezza che ci deve essere un motivo per il quale siamo qui. Lo spero.
E la prima istintiva cosciente domanda che penso si chiederebbe un uomo che nasce solo in un'isola deserta(ammesso che sia possibile...) sarebbe:"ma perche' sono qui?" o meglio: "chi mi ha messo qui?chi mi ha mandato?da dove arrivo?dove finiro'?CHE DEVO FARE?"
Perche e' ovvio che qualcosa bisognera' pur fare per poter rispondere a questa domanda.
E la fede che mi hanno sempre descritto sicuramente non puo' bastarmi.
E anche se ci comportassimo in maniera tale da meritare il "paradiso" descritto dai Cristiani siamo sicuri che non nasceranno nuove domande sul nostro futuro smarrito nell'eternita'.
E quindi puo' trattarsi di un ciclo continuo?
E c'e' chi crede nella reincarnazione. Chiedetelo a un induista o ad un buddista. E non ai quei buddisti che andavano in voga qualche anno fa' per farsi riprendere in TV.
Certo ora rispetto al passato ci sono molti di piu' essere umani, probabilmente considerandola fortuna da animale qualcuno e' riuscito a meritarsi di essere reincarnato in uomo!
evidentemente aveva capito piu' di altri come funziona questo circolo.
E noi...che non lo abbiamo capito...perche' non proviamo a cercarlo questo maledetto motivo?
Dedicarsi alla disperata soluzione di questo millenario enigma!
Ma come riuscirci?
Col mondo che ci circonda?
Con tutto quello che puo' darci senza troppo faticare...
Con la frenesia del mondo che ci e' stato costruito e che collaboriamo a non cambiare...
Con la preoccupazione di tirare a fine mese...
Con gli affetti delle persone che in certi momenti sembrano vitali...
Il problema e' che il mondo puo' essere fin troppo bello tanto da non permetterci di non viverlo intensamente in tutti i modi possibile...e il tempo e lo spirito per pensare al perche' di tutto e' quasi introvabile...per alcuni, non per tutti.
Ma la maggioranza della gente e' talmente massificata da sembrare tutta uguale e sembra ragionare con una sola testa(con le eccezioni che confermando la regola, ribadendo quanto bella sia la vita!). Sono, a volte siamo, troppo indaffarati dalla quotidianita' ripetitiva che ci siamo costruiti per adeguarci ad un mondo che a volte non ci appare neanche il nostro, quello che vorremmo...e che a volte ci capita di sfiorare in qualche dolce sogno notturno.
Molto piu' facile dichiarare ceca fiducia ad una religione, spesso non conoscendone le origini, andare davanti al prete del paese a riferire i peccati commessi ultimamente, certamente non quelli piu' vergognosi, un paio di volte al mese ed uscire dalla chiesa puliti da ogni macchia.
Ed e' sicuro che al prossimo appuntamento i peccati saranno comunque gli stessi, cosi' da essere gia' preparati alla risposta di perdono che ci aspetta.
Pero' saremo puliti...in una ridicola e ipotetica "pace interiore" che permette tranquillamente di consumare il frutto del piacere giornaliero, senza troppe preoccupazioni, fieramente inconsapevoli ma con la coscenza pulita.
E il concetto di coscienza e' da solo innescatore di altre mille interpretazioni. Perche' una cosa e' per me giusta e altre meno? che nesso c'e' fede-coscienza o fede-rispetto dei valori religiosi?
La fede puo' essere specchio del misterioso creatore che e' presente in noi in maniera diversa da persona a persona in base alla sensibilita' di ciascuno?
Ci ho pensato...ma non credo. E l'agire nel bene e' fine solo a se stesso?
Domande su domande. Domande senza risposta. Risposte che portano a nuove domande.
E' perche' siamo completamente inferiori e per adesso impotenti al sistema che ci sovrasta.
Perche' siamo piccoli. E ancora troppo ignoranti. E parlo di noi come collettivita' generalizzata.
Come un criceto non puo' neanche minimamente arrivare a capire che cosa sia l'ambiente che lo circonda e che noi abbiamo creato per lui cosi' noi uomini siamo totalmente inconsapevoli di cio' che vi e' oltre alla dimensione terrena che ci appartiene. E compensare questa ignoranza con un atto di fede che veda il futuro come premio per i giusti e punizione per i disonesti francamente mi sembra un modo originale e molto ottimistico di porre risposta alle infinite domande che attanagliano la nostra mente e nascono spontanee guardando fuori attraverso noi stessi.
Noi schiavi della tradizione che prova a bendarci sulla verita'...siamo solo piccole teste che rimangono a bocca aperta davanti a questa ignota immensita'...

4 comments:

Anonymous said...

sicuramente siamo schiavi della tradizione e siamo anche schiavi nel fatto che tendiamo a nascere sotto una certa religione e continuiamoa mantenere quella fino alla morte, a parte qlc caso... quello che fa effetivamente pensare è, in base a cosa?
non mi son mai posta questo problema, son nata cristiana perchè mi ci son ritrovata ma effettivamente non potrebbe esserci un' altra religione che si adatta di più al mio pensiero.. tante volte, parlo personalmete, come altre religioni penso solo a quella mussulmana e ovviamente mi ritrovo di più nella mia perchè mi imporrebbe troppi limiti, che sentirei ancora di più visto non son cresciuta secondo la loro mentalità.
ma in effetti ci son un sacco di religioni che si professano, ma neanche saprei i loro principi base...
allora cos'è questa continua ricerca di risposte se poi cmq non ho neanche l'interesse di pormi delle domande?
non mi è mai venuto lo skizzo di mettermi a leggere qlc su altre religioni, in modo da poter dire "questa, è quella che fa per me!"... probabilmente è una questione di pigrizia e soprattutto perchè credo che non son poi così credente in un qlc..
si son cristiana, ma ci credo fino in fondo?
credo che ci sia un qlc di sicuro, credo in qlc ma non so cosa di preciso..
e allora posso dire di essere cristiana solo per il fatto che mi ci son ritrovata?
forse bisognerebbe che ognuno scegliesse il suo percorso religioso quando ha la coscienza di poterlo e volerlo fare...e forse è proprio questa riflessione personale che credo, al contrario tuo, che la fede può essere lo specchio del misterioso creatore che è presente in ognuno di noi in maniera diversa da persona a persona in base ala sensibilità di ciascuno...
c'è chi la sente di più, e chi la sente di meno,chi si interessa e chi no, quindi per quanto tu sia nato sotto una reoligione, questa in te riflette la tua condizione, che cambia in base a persona a persona..
sicuramente c'è un grande filo conduttore che unisce un po' tutti ma credo anche che si rifletta fuori quello in cui si crede dentro.

theman isfree said...

il fatto e' "Serve una Religione?"
Marx diceva che la religione e' l'oppio dei popoli....un'analgesico che non fa' pensare loro ai mali del mondo..non so voi ma e' me starebbe un bel po' sul cazzo essere stato cresciuto a riti e tradizioni in realta' fasulli...

Anonymous said...

La fiducia, in quanto costituisce l'ipotesi di un comportamento futuro la quale e' abbastanza sicura per potervi fondare un agire pratico, rappresenta uno stadio intermedio tra conoscenza e ignoranza relative all'uomo. Chi sa completamente non ha bisogno di fidarsi, chi non sa affatto non puo' ragionevolmente fidarsi.

Anonymous said...

Che le cose dette siano vere o false non fa nessuna differenza se la vita dipende dall'agire secondo quanto si crede; la verita' su cui si puo' contare scompare completamente dalla vita pubblica.