Le strade sono
affollate
probabilmente soltanto da qualche
anima
vagabonda,
persa nel nulla della quotidianità,
costante ed umida,
grassamente densa di un odore stagnante, che del presagio negativo,
fà la sua bastarda religione.
Il vuoto è all'interno del caos,
è nascosto nei respiri, dei bambini che...
ai poco lucidi scalini
si lasciano
abbandonare
nel sonno.
L'oscurità chiude
gli occhi di chi
non può vedere
quei
leggeri
frammenti di umanità irrequieta
immersa negli occhi di quei coloro che
non possono vedere.
Il mare dell'incoscienza allenta
molto lentamente
la sua marea e ancora,
non sà smettere
di tagliare la gola,
al suo moto continuo e soffocante.
L'ansietà delle sue onde,
trasmuta il pensiero globale,
fino a spingerlo a drastiche tragedie,
fino ad immergerlo così a fondo, da rendere
la sua moralità,
alla prima sirena, seducente.
Il buio
illumina
cose ancora non viste.
Gatti selvatici camminano magri con lo sguardo perduto.
Uno di loro passeggia spedito
non guarda minimamente il suolo
i suoi occhi sono sbarrati ma,
guardano diritto severamente davanti a sè.
Non c'è anima che fugga
al suo sguardo,
i suoi occhi penetrano
tutto ciò che incrociano davanti al suo naso.
La sua bocca sembra conoscere la verità.
Nella notte
non c'è traffico che disturbi
la sua sfilata.
Nei vicoli si inserisce,
guarda.
Queste visioni lo sfamano,
raddrizzano il suo pelo.
I suoi occhi: tristi, di colpo comprensivi, profondamente severi.
Il suono del vento ferma il tempo
tutto, si muove, comunque.
Uno scintillio
danza sul suo occhio
destro
nasconde
qualcosa
che nessuno al mondo conosce.
Persino il gatto,
finisce nel dimenticarlo.
