Saturday, June 27, 2009

buio equatoriale


Le strade sono
affollate
probabilmente soltanto da qualche
anima
vagabonda,
persa nel nulla della quotidianità,
costante ed umida,
grassamente densa di un odore stagnante, che del presagio negativo,
fà la sua bastarda religione.
Il vuoto è all'interno del caos,
è nascosto nei respiri, dei bambini che...
ai poco lucidi scalini
si lasciano
abbandonare
nel sonno.
L'oscurità chiude
gli occhi di chi
non può vedere
quei
leggeri
frammenti di umanità irrequieta
immersa negli occhi di quei coloro che
non possono vedere.
Il mare dell'incoscienza allenta
molto lentamente
la sua marea e ancora,
non sà smettere
di tagliare la gola,
al suo moto continuo e soffocante.
L'ansietà delle sue onde,
trasmuta il pensiero globale,
fino a spingerlo a drastiche tragedie,
fino ad immergerlo così a fondo, da rendere
la sua moralità,
alla prima sirena, seducente.
Il buio
illumina
cose ancora non viste.
Gatti selvatici camminano magri con lo sguardo perduto.
Uno di loro passeggia spedito
non guarda minimamente il suolo
i suoi occhi sono sbarrati ma,
guardano diritto severamente davanti a sè.
Non c'è anima che fugga
al suo sguardo,
i suoi occhi penetrano
tutto ciò che incrociano davanti al suo naso.
La sua bocca sembra conoscere la verità.
Nella notte
non c'è traffico che disturbi
la sua sfilata.
Nei vicoli si inserisce,
guarda.
Queste visioni lo sfamano,
raddrizzano il suo pelo.
I suoi occhi: tristi, di colpo comprensivi, profondamente severi.
Il suono del vento ferma il tempo
tutto, si muove, comunque.
Uno scintillio
danza sul suo occhio
destro
nasconde
qualcosa
che nessuno al mondo conosce.
Persino il gatto,
finisce nel dimenticarlo.

Saturday, January 03, 2009

anche se non lo sai, in fondo lo puoi sapere


parli ogni giorno con lui
con quel male
che vuoi sconfiggere
con quella spina
che ti affligge
parli ogni giorno con lui
a volte tramite una forma
a volte tramite un'altra forma
a volte semplicemente lo osservi muoversi
a volte sono molti
a volte si moltiplica
si riproduce
si gonfia, si espande, prende coraggio
cammina, si muove
a volte diventa la prima notizia del giornale
a volte diventa il capo del governo del tuo paese
a volte diventa la persona più influente del mondo
a volte si confonde con qualcosa di puro
a volte lo odi
lo disprezzi
non lo sopporti
ti duole come niente altro
altre volte lo ami
diventi suo complice
fai l'amore con lui
credi di amarlo talvolta
a volte addirittura lo vedi allo specchio
a volte è così vicino
a volte è così dentro
ma tu non capisci
non lo vedi
non credi
non vai oltre la sua maschera
non lo riesci a cancellare
rimane lì fisso
davanti, dentro, dietro di te
e non sai cos'è
ma è la fonte del tuo dispiacere
l'origine delle tue pene
e scorre
se non te ne accorgi
anche
nelle tue vene

solo quando lo saprai guardare in faccia
potrai andare oltre

...se ognuno sapesse di cosa sto parlando...
non esisterebbe più il dolore...

Tuesday, December 30, 2008

l'intruso



Socchiuso è l'uscio dell'ipocrisia.
Un geometrico cubo di ghiaccio,
ingloba e, di colpo,
il movimento ruba.
Fremono, le immagini lontane.
Voci da destra
Voci da sinistra,
Ma.
Da dove arrivano?
da dove?
L'intruso
si nasconde
senza farsi notare.
Nella sfilata
qualcuno appare a volte
mascherato.
Ascolto giusto un po' di jazz.
Mi piace far ballare la marionette.

Tuesday, December 16, 2008

comunque passi


Distruggere il proprio stato di felicità per il raggiungimento di una felicità più aulica e ideale, per una gioia più intensa ed interiore, per la soddisfazione del desiderio di unione, di congiunzione, di completamento.
Correre a testa alta incontro al pericolo, senza dubbi e senza perplessità, senza paura di fallire, senza il minimo indizio che certifichi che l'idea è sbagliata.
L'incontro, lo scontro, la fusione, la scissione, la visione dell'abisso.
La sorpresa.
Il desiderio di credere.
La necessità di avere fiducia.
I dubbi e l'energia per risolverli.
Il benessere interiore.
Lo scontro con la natura "Maya" dell'essere umano e cioè quello che per gli induisti è considerato la malattia alla base dell'uomo, colei che spinge l'individuo ai pensieri malvagi.
Lo scorrere dei pensieri per il verso opposto.
Nuovi dubbi, nuove perplessità e vecchie delusioni che raffiorano.
I soliti movimenti. Le solite scadenze.
Maturazioni stroncate, parziali.
La musica come strumento di pensiero.
Le parole come liberazione dai pesi.
L'infinito. Il nulla.
Per mano.
Credo che i miei piedi realmente non hanno mai toccato il suolo.

Wednesday, August 27, 2008


Tossici nel centro di Zagabria.

Friday, August 22, 2008

Inní mér syngur vitleysingur.

Le domande sull'essere e sull'esistere, pur essendo distanti dalla realtà del singolo nella sua quotidianità, lo riguardano nella sua interiorità, nel suo sentirsi un "ego" rispetto al mondo. Queste domande sono quindi avvertite e poste come fondamentali nel momento in cui l'io è in crisi rispetto al vivere e all'"essere nel mondo", e si chiede la ragione del proprio esistere come sua parte e del suo rapporto con esso. L'individuo, percependosi come ente particolare, ovvero unico fra tutti gli enti, si interroga sul senso della parola essere, ma fallisce la risposta. È da questo problema, che assilla, impegna e talvolta tormenta la coscienza dei pensatori esistenzialisti, che occorre partire per capire l'esistenzialismo.

Monday, August 11, 2008

Si, viaggiare. Rallentando per poi accelerare. Il sangue viaggia più rapido oggi nelle mie vene. Sto partendo per un viaggio dalle mete tanto chiare quanto sfuocate. Con amici chiari, quanto sfuocati. Con uno stato d'animo alquanto sfuocato. Macinare chilometri e chilometri seduto nello stesso sedile. Aprire gli occhi perchè si apra anche l'anima. Il movie|mento, che ritorna presente nei miei giorni.